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Le Armonie dell’Arte

L’Illuminismo

  • venerdì 18 Ottobre 2024 Ore: 20:30 | Bologna, Teatro Auditorium Manzoni
A cura di: Barbara Abbondanza
Coproduzione: Teatro Comunale di Bologna e Innovio

E se fosse l’Illuminismo l’età che ha coniugato nella maniera più intelligente ragione e sentimento? Non era l’età dell’arida Ragione, come ci hanno fatto credere a scuola, ma un fiorire di temi e valori come natura, tolleranza, felicità, scetticismo, libertà civile, lotta ai pregiudizi, cosmopolitismo, solidarietà e – certo – anche ragione, ma senza dimenticare sentimenti morali e sensibilità estetica -parola quest’ultima quanto mai settecentesca-. Voltaire portava le idee di Newton a tout le monde mentre Rameau, compositore geniale e prolifico, autore di opere come Le indie galanti, nel suo Traité de l’harmonie réduite à ses principes naturels di naturale metteva proprio il meccanicismo newtoniano, con tanto di leggi matematiche garanti del divino ordine universale. Eppure, diceva, «per gioire pienamente degli effetti della musica, bisogna essere in un puro abbandono di sé stessi». E uguale sensibilità dimostravano i musicisti dell’epoca, Carl Philipp Emanuel Bach -figlio di quel Bach che pure di musica, matematica e sentimento se ne intendeva, e poi Handel, Haydn e Mozart: brillanti, leggeri e profondi, inventori della forma sonata e della sinfonia classica, portata alla sua massima espressività dialettica da Beethoven, anch’egli impregnato di valori illuministici, come pure Rossini, definito da Stendhal il “Voltaire della musica”.  Illuminismo e romanticismo s’incontrano, in modi diversi, in filosofi come Rousseau o Diderot. Assai filosofico è anche Mozart. Non tanto per i valori massonici trasformati in favola nel Flauto magico, vittoria della luce sull’oscurità, ma per la giocosità del Don Giovanni, che ricorda tanto Diderot quando confronta le sue idee alle cortigiane, lasciando questa per l’altra, confessando di intrattenersi con sé stesso, nelle sue passeggiate, «di politica, di gusto, di filosofia: abbandono il mio spirito a tutto il mio libertinaggio; lo lascio libero di seguire la prima idea saggia o folle che si presenta».

Autori

Armando Massarenti

Piergiorgio Odifreddi

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